Film

Nel 2003 Dario D’Ambrosi ha realizzato la sua prima regia cinematografica, un film prodotto da Gianfranco Piccioli per la Hera International, con Greta Scacchi nella parte della protagonista femminile, la dottoressa Natalia, dal titolo Il ronzio delle mosche - un’equipe di medici e scienziati sta lavorando ad un nuovo ambizioso progetto: riportare la follia sulla terra per combattere la noia e la depressione. Vengono così catturati gli ultimi tre folli rimasti; Franco, un pittore mancato, Matteo che vive in un mondo tutto suo, e Felice, un individuo dolce e sensibile che suona il pianoforte.

Scrive e Dirige I.N.R.I. - lungometraggio girato negli Stati Uniti prodotto dalla Pathological Performance Inc. Gesù vive da barbone, come ultimo tra gli ultimi in una New York contemporanea e frenetica. La New York dei grattacieli ma soprattutto la New York del Teatro Cafè LaMama. Perché è proprio in questo teatro dell’Est Village che Gesù ha intenzione di fingersi attore per poter di nuovo comunicare alle persone la sua parola senza correre il rischio di essere scambiato per pazzo e magari essere rinchiuso nel manicomio di Queens, perché come lui stesso afferma, in teatro nessuno si scandalizza di un attore, anche se questo interpreta Hitler, Marx o… Gesù!

A Marzo del 2011 esce il suo ultimo film L’uomo gallo – un film tratto dallo spettacolo “I giorni di Antonio”, che tratta della storia vera di un bambino handicappato, una gamba più corta dell’altra, nato in una povera famiglia, viene rinchiuso (praticamente nascosto) in un pollaio a razzolare insieme alle galline, facendo esibizione di se. Crescerà con le galline, identificando le sue funzioni e mansioni con quelle del re del pollaio: il gallo.

L'Uomo Gallo

luomogalloL’uomo gallo è la storia vera di un bambino handicappato, una gamba più corta dell’altra, nato in una povera famiglia, viene rinchiuso (praticamente nascosto) in un pollaio a razzolare insieme alle galline, facendo esibizione di se. Crescerà con le galline, identificando le sue funzioni e mansioni con quelle del re del pollaio: il gallo.

Il film, tratto dallo spettacolo teatrale “I Giorni di Antonio” di D’Ambrosi, prende avvio nel momento in cui lo sfortunato giovane viene accolto nell’ospedale psichiatrico, dove egli naturalmente scopre la dura verità: di non essere un animale e allo stesso tempo di non potersi rifare una vita.

Nella lunga e faticosa degenza nell’istituto psichiatrico entrerà in contatto con quello strambo e disperato universo fatto di personaggi buffi ed emarginati, ognuno con i propri sintomi psicotici ma anche con un enorme carico di umanità. In particolare Antonio stringerà un’intensa amicizia con Giacomo, il suo compagno di stanza, maniaco dell’ordine e della pulizia. Tra loro nascerà un particolare rapporto fatto di silenzi e piccoli gesti di solidarietà. A gestire le giornate nel manicomio ci pensano un’infermiera ed un dottore dai modi algidi ed autoritari, ma che nascondono nell’intimo profondi segni di squilibrio, forse addirittura più gravi e pericolosi di quello manifestati dai pazienti.

Il film è un concerto di anime in pena ma cariche di vitalità e simpatia (saranno numerosi nel film i momenti divertenti). La simpatia dei diversi, troppo spesso calpestata da chi è ritenuto, forse a sproposito, normale, e soprattutto da quelle istituzioni grigie e mastodontiche, colpevoli di schiacciare ogni minimo barlume di umanità.

L’ambientazione calabrese dona al progetto quel carico di suggestioni tipiche del sud. Colori e suoni, paesaggi e persone, unici e rintracciabili soltanto in quella terra. La Calabria come terra di umile bontà, di povertà e accoglienza. Ma anche di disagio e allegria sfrenata. Un luogo di contraddizioni e di magia. L’incanto dei suoi paesaggi, e l’umanità dei suoi abitanti permetteranno di arricchire il film nelle sue due componenti fondamentali: denuncia e poesia.

Regia: Dario D’ambrosi

Con: Celeste Moratti, Dario D’ambrosi, Luca Lionello, Cinzia Carrea, Alberto di Stasi, Carla Chiarelli, Lorenzo Alessandri, Carla Cassola, Gaetano Mosca, Francesca Ritrovato

INRI

inri

INRI – Gesù vive da barbone, come ultimo tra gli ultimi in una New York contemporanea e frenetica. La New York indaffarata di Wall Street ma anche quella buia dei vicoli malfamati. La New York dei grattacieli ma soprattutto la New York del Teatro Cafè LaMama. Perché è proprio in questo teatro dell’Est Village che Gesù ha intenzione di fingersi attore per poter di nuovo comunicare alle persone la sua parola senza correre il rischio di essere scambiato per pazzo e magari essere rinchiuso nel manicomio di Queens, perché come lui stesso afferma, in teatro nessuno si scandalizza di un attore, anche se questo interpreta Hitler, Marx o… Gesù!

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Il Ronzio delle Mosche

ronziodellemosche

Il ronzio dele mosche parla di un’equipe di medici e scienziati sta lavorando ad un nuovo ambizioso progetto: riportare la follia sulla terra per combattere la noia e la depressione. Vengono così catturati gli ultimi tre folli rimasti; Franco, un pittore mancato, Matteo che vive in un mondo tutto suo, e Felice, un individuo dolce e sensibile che suona il pianoforte.

Inizia l’esperimento.

I tre vengono prima osservati e poi con una stravagante messa in scena vengono sottoposti ad una terapia che li riporta nella loro originaria quotidianità, da dove probabilmente ha avuto inizio la loro pazzia.

In questa finzione, diretta dal Dr. Graus, vengono ingaggiati degli attori, tra cui, la dottoressa Natalia, dell’equipe dei medici. Lei sarà l’unica a provare tenerezza per loro e quando si accorge che i tre folli dopo aver scoperto lo scopo dell’esperimento a cui sono stati sottoposti, vorrebbero suicidarsi, diventa loro complice. Natalia soffre della stessa malattia dei tre protagonisti: una forma di pazzia mantenuta segreta.

Li convince così a rinunciare al suicidio e a fuggire tutti insieme dall’Istituto di studio per riportare in questo mondo grigio senza più follia, la gioia e la spensieratezza.

Regia: Dario D’ambrosi

Con: Greta Scacchi, Marco Baliani, Lorenzo Alessandri, Giorgio Colangeli, Raffaele Vannoli, Nicolas Vaporidis

Teatro Patologico

Teatro Patologico

Via Cassia 472, 00189 - Roma

L'Associazione del Teatro Patologico è stata fondata nel 1992 da Dario D’Ambrosi, che ne è l'ideatore e il direttore artistico.