L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA – 6 MARZO, H21

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L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
di Luigi Pirandello, regia di Alberto Di Stasio
venerdì 6 marzo, ore 21
Teatro Patologico di Dario D’Ambrosi
Via Cassia 472, Roma

nell’ambito del
FESTIVAL DEL TEATRO PATOLOGICO – XXIV Edizione
20 febbraio – 8 marzo 2015, ore 21

Venerdì 6 marzo, ore 21, ad animare il palcoscenico del Teatro Patologico sarà L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, regia di Alberto Di Stasio, con Alberto Di Stasio nell’Uomo dal fiore in bocca, Veronica Zucchi nei panni dell’Avventrice, e con la collaborazione di Gloria Pomardi.
L’opera è indubbiamente un capolavoro pirandelliano. Lo spettacolo ha una drammaturgia interna che fa dei due antagonisti una sorta di specchio riflettente per i loro corpi, le loro voci, gli spasimi e le manie cliniche. L’uomo sbanda sulla sua malattia, sussurra ed urla le sue disgrazie ad una donna che, probabilmente, è la moglie, ma anche una fata, un’avventrice e la Morte. Ella lo rivela a poco a poco e ne presenta la mortificazione. L’uomo malato è solo.
La solitudine gli rende estranea e, nel contempo, più familiare la vita quotidiana.
L’allestimento si compone di dieci sedie posizionate in diagonale, come fossero occupate da pazienti sghembi. L’originalità dovrebbe risiedere in una sorta di colluttazione verbale perché i ricordi della recitazione e della convivenza umana si avvicinano, nello stravolto linguaggio pirandelliano, in una urgente e psichica mania di evocare una notte colma di grilli infiniti. Il tentativo è quello di dare nuova linfa al represso genio in virtù d’una più clinica faccenda d’attori. I grilli friniscono, l’uomo si disintegra nei suoi toni e nel suo sangue malato, la donna respira i suoi personaggi fino all’ultimo. Ma è ineluttabile il crollo: l’equilibrio viene a poco a poco eroso dalla malattia. Così tutte le certezze: le case, l’intimità, la sala d’attesa dell’ospedale psichiatrico, tutto crolla.

«L’UOMO DAL FIORE» ALLA PROVA DELL’INNOCENZA, DI CORDELLI FRANCO, 17 DICEMBRE 2014, CORRIERE DELLA SERA
Breve, fulmineo. Quasi inafferrabile. Ma è e resta proprio per questo uno dei grandi testi di Pirandello. In apparenza è facile metterlo in scena, in realtà è più che difficile, chi lo fa si scontra con i suoi predecessori, tutti i maggiori che si mettono alla prova. Sto parlando de «L’uomo dal fiore in bocca». Mai riesco a dimenticare l’edizione di Urbino. La regia era di Memè Perlini, l’interprete ne fu Remo Girone. La scenografia era la stazione vecchia (abbandonata) appunto di Urbino: nessun paesaggio, ai limiti della desolazione, avrebbe potuto meglio restituire il senso della commedia. Ora «L’uomo dal fiore» (così Pirandello lo nomina in didascalia) è Alberto Di Stasio, lo vediamo entrare a passo meditabondo nella grande scena vuota del Teatro Patologico. Ma vuota non è: una fila di sedie posta in obliquo la spacca in due, divide un punto da tutti gli altri, proprio come in due è divisa la vita dell’Uomo dal fiore: prima era spensierato, ora non lo è più, ora è in attesa che la morte arrivi, quella morte che non è «uno dei quegli insetti strani, schifosi, che qualcuno inopinatamente ci scopre addosso e con quelle due dita protese lo piglia e lo butta via». La scena è vuota, dicevo. Ma vuota non è. C’è anche un «avventore» (così Pirandello), è una donna vestita di nero, come vestita di nero è la donna spiata nel testo. In Pirandello questo avventore è un personaggio neutro, al quale vengono scagliate addosso le pietre (le parole). Nello spettacolo di Di Stasio è una presenza ben più inquietante, all’Uomo dal fiore gli volteggia intorno, pare stuzzicarlo, assediarlo o quanto meno provocarlo. Che sia lei ciò che egli attende? Veronica Zucchi, bergmaniana, è innocente o recita la sua innocenza? Non si sa. Ora l’Uomo dal fiore dice la sua verità. Lei si limita ad accoglierla: materna o, non lo sappiamo, feroce.

SOTTOSCRIZIONE presso il Teatro Patologico (Via Cassia 472, dal lun al ven dalle h 11 alle h 19 e in occasione degli spettacoli) e presso il Caffè Ponte Milvio (Piazzale Ponte Milvio, 44/45, tutti i giorni, dalle h 8 alle h 23); 10 € a spettacolo, 40 € per abbonamento (6 spettacoli)
EVENTUALI PRENOTAZIONI 389 4290799, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
INFORMAZIONI 06 33434087, 389 4290799, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatropatologico.org, www.facebook.com/teatropatologico.org
FACILITIES possibilità di cenare e parcheggio gratuito

Teatro Patologico

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L'Associazione del Teatro Patologico è stata fondata nel 1992 da Dario D’Ambrosi, che ne è l'ideatore e il direttore artistico.